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Il consulente del lavoro: chi è e cosa fa

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Il consulente del lavoro è un professionista dell’area economico – giuridica. Questo si occupa di tutti gli adempimenti previsti dalle norme vigenti per l’amministrazione del personale dipendente e di ogni altra funzione che sia affine, connessa e conseguente all’oggetto specifico della professione.

L’esercizio della professione è regolato da più fonti normative: la prima e la più importante è senz’altro la L. 12 dell’11 Gennaio 1979 (“Norme per l’ordinamento della professione di Consulente del Lavoro“). Molto importanti sono anche i Regolamenti approvati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. E’ inoltre presente un Codice Deontologico della professione, approvato con Delibera n.428 del 19 Gennaio 2017.

Il percorso formativo del Consulente del Lavoro

Il periodo di praticantato

Per poter accedere all’esame di abilitazione per la professione di Consulente del Lavoro è necessario lo svolgimento di un periodo obbligatorio di pratica professionale. Questo periodo può svolgersi presso un professionista abilitato (e iscritto all’Ordine da almeno 5 anni). Esso è finalizzato, in sintesi, a far acquisire al candidato i fondamenti scientifici, tecnici, etici e deontologici necessari allo svolgimento della professione.

Dopo l’entrata in vigore della L.46 del 2007, di riforma dei requisiti di accesso alla professione di Consulente del Lavoro, la Laurea è titolo obbligatorio per poter ottenere l’abilitazione. I titoli che permettono l’accesso all’Albo dei Praticanti sono:

  • Diploma triennale o laurea in Consulenza del Lavoro;
  • Diploma di laurea quadriennale in Giurisprudenza, Scienze Economiche e Commerciali o Scienze Politiche;
  • Altre lauree individuate dal D.D. 1/2014 ( come ad esempio scienze politiche, scienze dell’amministrazione etc.)

La durata del praticantato è di 18 mesi, ma questo può essere iniziato anche prima della laurea. Il periodo di pratica può essere svolto in concomitanza con l’ultimo anno del corso di studio e contestualmente ad esso per i primi 6 mesi.

I reciproci impegni di praticante e professionista sono siglati nel patto formativo. In esso si sancisce, ad esempio, che Il periodo di pratica deve essere svolto con diligenza, assiduità e frequenza idonea ad acquisire le conoscenze necessarie per svolgere la professione.

L’esame di abilitazione

Il titolo di Consulente del Lavoro spetta a coloro i quali abbiano conseguito l’abilitazione professionale e si siano iscritte nel relativo Albo.

Ogni anno, infatti, è indetto con decreto direttoriale del Ministro del Lavoro pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’esame di abilitazione alla professione. L’esame ha carattere teorico-pratico, e si divide in due prove. La prima, è scritta e verte sulle seguenti materie:

  • Diritto del lavoro e della legislazione sociale;
  • Diritto tributario (prova teorico-pratica, con la risoluzione di un caso sottoposto al candidato).

La seconda prova è orale e verte sui seguenti gruppi di materie:

  • Diritto del lavoro;
  • Legislazione sociale;
  • Diritto tributario ed elementi di ragioneria, con particolare riguardo alla rilevazione del costo del lavoro e alla formazione del bilancio
  • Elementi di diritto privato, pubblico e penale;
  • Ordinamento professionale e deontologia

Si accede alla prova orale soltanto previo superamento della prova scritta. Sono abilitati coloro i quali hanno conseguito almeno 6/10 nella prova orale.

Abilitazione professionale

L’Albo dei Consulenti del Lavoro

Per poter svolgere gli adempimenti in materia di lavoro e legislazione sociale nonchè le ulteriori attività connesse, è necessario iscriversi all’Albo tenuto dal Consiglio Provinciale dell’Ordine.

In aggiunta, non possono essere iscritti all’Albo gli impiegati dello Stato, delle Regioni, delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti pubblici. Tale limitazione vale anche per dipendenti di patronati e associazioni sindacali. In aggiunta, l’iscrizione non è consentita agli esattori dei tributi, ai giornalisti professionisti ed ai notai.

Il consulente del Lavoro iscritto ad un albo provinciale può esercitare l’attività professionale in tutto il territorio italiano

Le attività del Consulente del Lavoro

L’attività di Consulente del Lavoro consiste nello svolgimento, per conto di qualsiasi datore di lavoro, di tutti gli adempimenti previsti dalle norme vigenti per l’amministrazione del personale dipendente.

L’ordinamento, infatti, pone a capo del datore di lavoro l’obbligo di effettuare periodicamente degli adempimenti di natura amministrativa. Infatti, con l’evolversi della disciplina e delle norme sul lavoro dipendente, è diventato difficile per il singolo datore di lavoro restare al passo con tutti questi adempimenti. Di conseguenza, matura la scelta di affidarsi ad un Consulente del Lavoro. Il professionista è chiamato a porre in essere tutti gli atti e i documenti inerenti la gestione dei rapporti di lavoro nell’interesse del cliente.

Spesso si crede che il ruolo del Consulente del Lavoro si limiti alla elaborazione dei cd. cedolini paga ma le sue competenze non si fermano certo a questo.

Vediamo quindi quali sono i più importanti adempimenti di natura documentale che il Consulente è chiamato a svolgere nell’esecuzione del suo incarico:

Attività tipiche

  • Inquadramento previdenziale ed assicurativo dell’azienda (INPS, INAIL, Cassa Edile);
  • Individuazione del Contratto Collettivo più idoneo all’impresa e predisposizione di contratti individuali ed altre numerose comunicazioni da inoltrare ai lavoratori;
  • Predisposizione ed invio delle Comunicazioni Obbligatorie per la costituzione, la modificazione e la cessazione dei rapporti di lavoro;
  • Elaborazione del Libro Unico del Lavoro;
  • Trasmissione dei flussi di natura contributiva (UNIEMENS);
  • Analisi del costo del lavoro e consulenza sui rapporti incentivati;
  • Inoltro dei prospetti informativi relativi al collocamento dei disabili;
  • Trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi;
  • Invio della ComUnica (Comunicazione unica per la nascita d’impresa)
  • Trasmissione dei moduli per dimissioni e risoluzioni consensuali del lavoratore

Attività correlate

Oltre a queste attività, che potremmo definire “tipiche” del Consulente (oltre ad essere degli adempimenti riservati alla professione), se ne aggiungono molti altri:

  • Consulenza tecnica d’ufficio (CTU) e Consulenza Tecnica di parte (CTP) nell’ambito del processo del lavoro;
  • Assistenza fiscale del contribuente non titolare di reddito autonomo o d’impresa;
  • Assistenza del contribuente dinanzi alle Commissioni Tributarie;
  • Mediazione e conciliazione civile e commerciale;
  • Mediazione tra domanda e offerta di lavoro;
  • Certificazione dei contratti di lavoro;
  • Asseverazione di regolarità dei rapporti di lavoro;

La professionalità del Consulente del Lavoro

La formazione continua

I consulenti del Lavoro hanno l’obbligo di svolgere una formazione continua per garantire che la loro attività sia aggiornata ed efficiente, nell’interesse del cliente e del cittadino. La costante produzione di normativa rende infatti necessario un continuo e costante aggiornamento delle conoscenze e delle competenze.

Il consulente del Lavoro è quindi tenuto, pena illecito disciplinare, a maturare ogni anno una certa quota di crediti formativi e deontologici. Ciò è reso possibile tramite una piattaforma informatica che concentra tutte le attività formative e gli adempimenti dei Consigli Provinciali, degli enti che erogano formazione e dei Consulenti. Tramite tale piattaforma è possibile prenotare gli eventi formativi e ricevere crediti.

L’assicurazione professionale

Il Consulente del Lavoro è inoltre tenuto a stipulare una assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio della propria attività. I dati relativi alla polizza, il massimale ed ogni variazione vanno resi noti al cliente al momento dell’assunzione dell’incarico.

Per maggiori informazioni, consulta:

https://www.consulentidellavoro.it 
https://it.wikipedia.org/wiki/Consulente_del_lavoro

Infine, se vuoi saperne di più o vuoi entrate in contatto con me per una consulenza, ti invito a compilare il modulo di contatto